LEZIONI DI BATTERIA A FIRENZE  - Per studiare la batteria con Daniele Trambusti:   lezioni.di.batteria@danieletrambusti.it

Il legno, il metallo e il fiberglass sono gli elementi principali con cui sono costruiti i tamburi della batteria.


Il legno  usato da sempre per la costruzione di percussioni in genere rimane il materiale principale per la fabbricazione dei fusti. Tra i legni più usati troviamo Acero, un legno “duro” molto versatile, produce un suono molto caldo ma allo stesso tempo molto equilibrato anche sulle frequenze acute, per questa ragione molto apprezzato e tra i più usati per la costruzione delle batterie moderne, anche se tra i più cari. La Betulla , legno chiaro denso e duro, amato da molti per la sua velocità a scapito un po’ del volume, la sua relativa economicità ne fa un materiale molto usato anche per le batterie di fascia più bassa. Ancora più economico e decisamente meno denso è il Pioppo, che comunque si avvicina discretamente alla sonorità della Betulla . Quercia, Mogano, Bubinga, Noce sono legni più “duri” e adatti anche alla lavorazione  a “doghe” e massello, tutti caratterizzati da sonorità molto calde ed un’estrema precisione armonica, come il Paduk, detto anche legno corallo, legno duro con una larga gamma di frequenze, molto usato anche per le tastiere della marimba. Per finire il Frassino, non viene spesso citato ma, esperienza personale, io possiedo una bellissima Hipercussion del 1986 in Frassino multistrato (7 strati),  caratterizzata da una grande attacco, versatilità e precisione timbrica.


I metodi di lavorazione più usati sono quattro:


Multistrato: metodo di assemblaggio del legno a strati multipli con grande resistenza ed elasticità. I fusti così costruiti sono caratterizzati , a seconda dell’ economicità, dall’uso misto di truciolari e compensati per le batterie economiche e di compensati “nobilitati” (composti dallo stesso tipo di legno più o meno stagionato) per quelle più costose e professionali. La lavorazione avviene con la piegatura “a caldo” su delle forme cilindriche ed è la più semplice e diffusa di tutte le tecniche costruttive. Gli spessori possono variare dai 5 millimetri per un suono più risonante e ricco di armoniche ma con meno volume, fino ai 10-12 millimetri per un suono più povero di armoniche ma con un maggior volume e una precisione timbrica più accurata.


Doghe: questo metodo è molto usato anche nella costruzione delle Congas e dei Bongos. Si ottiene con incollando insieme delle “doghe”, strisce di legno massello trapezoidali, per formare il cilindro del fusto (stesso metodo delle botti). Questa lavorazione necessità di una grande perizia per garantire l’uniformità della costruzione e evitare lo scollamento, totale o parziale delle parti a causa di sbalzi di temperatura, umidità e anche in seguito a forti sollecitazioni. In compenso questo tipo di fusti produce un suono caldo, potente e preciso.


Massello piegato a vapore: principalmente usato per la costruzione di rullanti dal suono potentissimo, caldo e con una grande precisione tonale e tenuta del suono. I fusti si ottengono con la piegatura a vapore di lastre di legno massello intorno a delle forme cilindriche. Questo tipo di lavorazione predilige l’uso di legni più pregiati tipo mogano, noce, bubinga ecc.


Massello scavato: è la tecnica usata per la costruzione di molte percussioni tradizionali, come i Taiko Drums giapponesi, blocchi di legno scavati, scolpiti e lucidati fino a creare il fusto circolare. Tecnica oggi costosissima e poco diffusa che produce fusti di grande peso con le stesse caratteristiche ancora più accentuate del massello piegato a vapore.


Trattamenti e finitura dei fusti in legno

Importante notare come il trattamento interno del fusto sia comunque determinante per la resa armonica e la risonanza. Se la superficie interna è verniciate e lucida si avrà una maggiore risonanza e un minore impatto sul suono dell’eventuale porosità del materiale, viceversa per interni non verniciati o trattati ad olio o cera la metteranno più in risalto con la conseguenza di un maggior controllo della risonanza a scapito delle frequenze medio-acute. Un po’ la stessa cosa che succede negli ambienti, una stanza a vetri o con le pareti nude rifletterà il suono molto di più di una piena  di tappeti, moquette e tende.

Alcune teorie costruttive pongono anche una grande importanza, nel caso di costruzioni a strati, al materiale di cui è fatto proprio lo strato interno. Cioè se un fusto multistrato ha l’interno in Acero avrà le caratteristiche predominanti dell’Acero e così via.

Un altro elemento importante per la risposta timbrica del fusto è la forma e le dimensioni del bordo su cui appoggia la pelle e la presenza o meno di uno spessore a forma di anello lungo le sue estremità:

un bordo più fine farà risuonare di più la pelle di uno più spesso, secondo le caratteristiche timbriche delle dimensioni del fusto, un tom piccolo sarà più sonoro sulle medie e una cassa risulterà più profonda. La presenza del cerchio di rinforzo invece, darà una sonorità più calda con più “ordine” alla risonanza, contro la maggior brillantezza nell’ “attacco” e una risonanza medio-acuta più spiccata nei fusti senza anello interno.


Il metallo è usato principalmente per la costruzione dei rullanti. Acciaio, Rame, Ottone e Bronzo sono i metalli più usati ma anche Alluminio e Titanio sono ultimamente apparsi per rullanti di fascia “alta”. A seconda degli spessori e della lunghezza del fusto, i metalli garantiscono una grande risonanza, sensibilità ed esaltano la risposta sulle frequenze acute. Durante gli anni ottanta la Paiste, la Asba e la Hyman costruirono delle batterie interamente in metallo come l’acciaio inox e il rame, che non hanno avuto un grande successo, data la loro scarsa versatilità timbrica ed il costo elevato.


Il plexiglass E Fiberglass quelli che come me sono stati stregati dalla potenza e l’inventiva del grande John Bonham, ricorderanno la leggendaria Ludwing Vistalite interamente in acrilico trasparente dalle varie e sgargianti colorazioni tipiche del periodo (siamo negli anni settanta). Molti altri marchi costruirono strumenti trasparenti ho comunque con questo materiale, come Hipercussion, Wooding, Sonor, Tama, Pearl, Slingerland, Hayman e Premier. Ugualmente il batterista dei Led Zeppelin non fu il solo ad usare una batteria in acrilico dato il grande effetto scenico che questo metodo costruttivo garantiva. Ricordo anche Nick Mason dei Pink Floyd, Billy Cobham o Bill Bruford con gli Yes e Simon Philips che hanno usato gli “octoban”, un set di sei o più tamburi di diametro ridotto (6” o 8”) con un lungo fusto appunto, in acrilico.  Non si può dire lo stesso della resa sonora, il suono non era  molto potente e la timbrica risultava piuttosto cupa e ovattata, tanto da decretarne la decadenza. Ultimamente sono riapparsi modelli della casa americana , principalmente destinati agli affezionati degli strumenti “vintage”.

Tra quelli che hanno sfruttato questo metodo costruttivo per ottenere forme inusuali e dall’ effetto scenico inconfondibile sono la Staccato Drum, la Square Drums o la Molecules Drums.

Altre stranezze le troverete su un sito tedesco dedicato alla Staccato.

Anche un marchio italiano, la Volume, propone strumenti in metacrilato, più comunemente chiamato acrilico o "plexiglass". Deus ex Machina del progetto è Tullio Granatello inventore del marchio “Tamburo”.

Il metodo di costruzione, “per centrifugazione”, permette di ottenere un fusto senza saldatura estremamente sottile (dai 2,5 ai 4,5 mm). I fusti di PMMA (metacrilato di metile) con questo tipo di lavorazione hanno omogeneità fisica e meccanica sull'intera superficie, ne deriva un suono potente con una sensibile prevalenza dei toni medio-bassi. Recentemente ho avuto modo di suonare una Volume trasparente in concerto e devo dire di essere rimasto colpito proprio dalla profondità, in special modo del rullante e dalla precisione e versatilità timbrica di tutta la batteria. La Volume ha in catalogo anche la storica produzione a doghe di cui Granatello è stato un pioniere in Italia fin dagli anni ’80

Daniele Trambusti

I materiali

Odaiko-Bigun il Taiko Drum in massello scavato più grande del mondo: m. 4,80  di diametro.

Le doghe pronte per la lavorazione.

Fonte: Phidrums

La lavorazione

multistrato.

Fonte: Pearl

Un fusto in acero

Fusto a doghe

Fusto a doghe modellato.

Fonte: Phidrums

Fusto in ottone martellato

Rullante vistalite Ludwig in fiberglass.

Una batteria Asba in rame. Fonte: Asba Drms

Rullante Dunnet in Titanio

Rullante Trick in alluminio.

Rullante Sonor in Bubinga

Una Ludwig in Acciaio Inox

La Staccato, per chi non vuole passare inosservato..... In Fiberglass e carbonio. Fonte: RedBubble

....e poi c’è chi se la prende quando dicono che i batteristi sono pazzi!

La mia Hipercussion del 1987 in Frassino.

Foto: Silvano Silvia

Octoban. Fonte: Tama

INDICE

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Rullante Ludwig in Bronzo

Una batteria Volume in metacrilato.

Fonte: Volume Drums